Il Manifesto

Lo slancio dell’essere umano verso profondità della mente e dell’anima rischia spesso mercificazioni. Chiese e santoni in ogni epoca hanno creato imperi cavalcando curiosità e debolezze.

Oggi si moltiplicano gli stili di yoga, le pseudo professioni d’aiuto, i corsi di formazione di varie discipline con vaga ispirazione orientale e pretese di salvifica scoperta. Sarebbe interessante capire chi prepara i formatori e chi conferisce bollini di originalità.

Perché fingere di inventare, copiando superficialmente da valide scienze antiche, quando basta studiare? La risposta è ovvia: interessi economici volti soltanto al profitto.

In troppi si stanno arrogando il diritto di definirsi scopritori di un metodo, quando in realtà manipolano e rivisitano (spesso male, senza approfondire, saltando questioni fondamentali); registrano il marchio e voilà! Diffondono un nuovo verbo per il mondo creando franchising dello yoga, della meditazione, della psicologia, della liberazione.

Siamo saturi di ogni tipo di venditori, di slogan: «Io ti cambierò la vita!»; mentre è necessario mettere da parte quell’Io fin troppo abusato. Chiunque voglia farvi credere di rappresentare la vostra esclusiva possibilità di salvezza, cerca soltanto un modo per manipolarvi, per rendervi dipendenti, quindi consumatori. Utilizza la stessa strategia delle multinazionali, soltanto che invece di proporre computer, vestiti, acqua minerale, vende la redenzione della vostra anima e la stabilità della vostra mente.

Credo nella terza via, nel valore di unire i moderni strumenti scientifici occidentali con la sapienza degli antichi testi sacri orientali. Spaziando in culture millenarie, mantenendo autonomia, svincolando dall’obbligo di abbracciare ciecamente un unico dogma per la paura di commettere chissà quale sacrilegio (è solo la preoccupazione di perdere adepti che ingabbia dentro rigide verità). Ovviamente, non scopiazzando in modo indistinto con superficialità e bramosia, bensì approfondendo, leggendo, indagando, consultando gli ultimi grandi e rari maestri.

Rassegnatevi! Nessuno può sostituirsi a voi, nessuno può fornirvi una soluzione immediata e indolore.

Bisogna affrontare e risolvere le dipendenze, non spostarsi da una dipendenza all’altra.

Non esistono pillole magiche, metodi fulminei, interruttori del corpo e della mente che al solo tocco risolvono tutti i problemi; si possono raggiungere concreti risultati e migliorare davvero la propria vita con impegno, disciplina ed entusiasmo.

Capire che tutto scaturisce dalla volontà individuale rende indipendenti, immuni dagli abili venditori, dalle schiavizzanti tecniche commerciali, dai disordini sentimentali, consapevoli che non esistono acquisti indispensabili; quindi liberi di scegliere.

Altrimenti si resta facile preda di sistemi che somigliano a una setta, di retoriche frasi da ripetere, di predatori di emozioni, di sanguisuga di ogni credo, pronti a sfruttare la solitudine, ad assoggettare con atteggiamenti coercitivi chiunque si trovi in una situazione di crisi, di debolezza; o in uno stato di particolare fragilità dovuto a un lutto, a una separazione, a problemi di salute, alle diverse difficoltà della crescita.

Dalla determinazione a non accettare le truffe dell’anima e dall’immenso rispetto per alcune valide discipline, nasce l’intenzione di creare insieme a un gruppo di professionisti il progetto AnYoga.

An in sanscrito significa vivere. Yoga significa unione (deriva dal verbo yui = unire), è una disciplina che unisce corpo mente e spirito attraverso la pratica di asana, kriya, pranayama, meditazioni, ascolto e ripetizione di mantra, la cui efficacia è determinata dalla consapevolezza che mettiamo nell’esperienza, nell’intenzione, nella concentrazione.

Dobbiamo prima di tutto imparare a prenderci cura di noi stessi in modo completo, considerando la nostra interezza con amore, solo così possiamo farci realmente del bene.

Seguendo la strada del vivere e dell’unire, abbiamo compreso quanto la pratica dello yoga estenda la nostra percezione e le nostre competenze, aprendoci a un nuovo modo di svolgere diverse attività.

Così partendo dalle lezioni di yoga e meditazione offriamo anche corsi e seminari per adulti e bambini di scrittura creativa, teatro, fotografia.

Nel seguire un percorso è fondamentale lavorare con esseri umani preparati, competenti, onesti; offrire dei servizi in modo trasparente e accessibile, proseguire nella ricerca.

Noi non siamo certo gli unici, esistono molte persone capaci che agiscono seguendo gli stessi principi; questo amplifica le vostre opzioni, svincolandovi dalle false promesse e dagli irretimenti, permettendovi di scegliere in base a curriculum, fiducia ed empatia.

Sulla linea di partenza concedo alla mia voce di promuovere un’iniziativa in cui credo profondamente, poi tornerò a costruire evitando inutili presenzialismi. Mi espongo offrendo quella credibilità che spero di essermi conquistata nella vita, anche pronunciando parecchi no e rinunciando a diverse occasioni con la determinazione di restare sempre libera.

Tante le esperienze e tanti i maestri che mi hanno accompagnata fino a qui, che mi hanno permesso di studiare, conoscere e sperimentare i meccanismi e gli inganni della comunicazione, di scrivere, di seguire la strada dello yoga e della meditazione, di sentire il desiderio di condividere quanto ho appreso, quindi di insegnare.

Ho avuto il privilegio dell’amicizia di Tiziano Terzani, essere umano meraviglioso con cui ho scritto Regaliamoci la pace; ho lavorato con Enzo Biagi prima al Il fatto e poi a Rotocalco televisivo, collaborato con Giulietto Chiesa, Stefano Benni, e con la famiglia Fo.

Il confronto con questi grandi personaggi, mi ha insegnato a non accettare mai passivamente quello che ci viene raccontato, a superare le verità preconfezionate per andare oltre.

Cerco di individuare il senso degli avvenimenti spogliandomi dai condizionamenti esterni, provando a mantenere lucidità concentrandomi sulla domanda: «A chi conviene?». Si tratta di un esercizio continuo, che non si esaurisce mai, non è facile e non è indolore. A volte può diventare un’analisi scomoda e impegnativa, e capisco bene quanto i messaggi mediatici sappiano essere molto più confortevoli, ma è pura illusione. Un’illusione che ci ha portato dentro una delle più grandi crisi della storia.

La stessa passione e lo stesso rigore che mettevo nelle inchieste, li ho investiti nello studio approfondito dello yoga e della meditazione, nello sviluppo delle energie vitali, nella pacifica carica interiore. Con gioia oggi leggo come la ricerca scientifica riconosca sempre di più la potenza e l’efficacia di queste discipline.

Molti i miei maestri anche in questo ambito, provo verso ognuno di loro profonda gratitudine per quanto mi hanno insegnato; ma devo a Sada Sat il dono dell’affinamento della pratica, la patente più preziosa, la conferma sulla fertilità del percorso che sto seguendo. Sono un’insegnante, tuttavia non smetterò mai di essere ogni giorno della mia vita anche un’allieva costantemente sulla strada della ricerca, pronta a imparare, ma anche a confutare quando opportuno.

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo! 

Da qui è necessario partire, dall’esortazione della Grande Anima che ci invita a una rivoluzione privata spinta promotrice di trasformazioni globali.

Restare immobili in attesa di un’evoluzione esterna ci condanna all’eterno ritorno dell’identico, alla fissità antagonista della stessa vita. Perché la vita è movimento, incontro di diversità, linfa, sangue, fatica, passione, gioia, impegno, accoglienza, progetto, stupore; ricerca di un equilibrio mai statico figlio dei ritmi perfetti della natura.

È tempo di guardare in volto la realtà senza inganni o edulcorazioni.

Non arriveranno profeti, leader, maestri, a salvarci. E non sarà certo dalla politica corrotta, multicolore solo a beneficio del pubblico votante ma da decenni raggruppata sotto l’unica monocroma bandiera dell’opportunismo e del privilegio, che giungeranno soluzioni.

Respingiamo ogni forma di mercificazione anche quando questo significa rifiutare un tornaconto personale, così si accende il cambiamento!

Usciamo dalle logiche malate dei clientelismi, del mi fai un favore, della compravendita, delle raccomandazioni, dei posti di lavoro occupati senza merito nelle dirigenze strategiche e nelle altre professioni.

Scopriamo il gusto della responsabilità, apprendiamo metodi efficaci per poi continuare a esercitarci e a sperimentare con in mano l’unica ricetta in grado di guarirci: Noi.

Partiamo dalla nostra umanità.

Siamo soli. Siamo una moltitudine. Buon viaggio!

 

Federica Morrone

2 thoughts on “Il Manifesto

  1. Ciao! ho letto cosa avete scritto e mi interessa tutto un sacco! io abito a torino pero’. ORganizzate seminari o corsi anche qui o comunque vicino? grazie

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