Enrica Campanini

Sin dagli inizi della mia attività di medico, circa trenta anni fa, mi sono resa conto che spesso l’intervento farmacologico, in particolare in ambito pediatrico, non rappresentava una effettiva esigenza terapeutica, ma era conseguenza di  una mancanza  di alternativa. Ho così iniziato a ricercare e approfondire altri approcci terapeutici, come appunto la Fitoterapia e l’Omeopatia: uno studio appassionato, che mi ha portato anche all’estero per perfezionarmi (Diploma Universitario in Fitoterapia e Piante Medicinali, Università di Montpellier,Francia) e che mi ha condotto in seguito alla docenza presso varie sedi univeritarie, alla collaborazione con svariate istituzioni, alla pubblicazione di numerosi testi oltre che ad applicare queste metodiche nella mia pratica quotidiana di medico.

Tengo a precisare che non esistono medicine classiche, dolci, alternative, ecc. in contrapposizione fra di loro: esiste infatti un solo modo di fare medicina che è quello che si avvale di metodiche terapeutiche diversificate che il medico è in grado di scegliere e modulare sulla base della patologia da trattare e, ovviamente, delle proprie conoscenze. Ciò vuol dire che il medico in base alla diagnosi deciderà se avvalersi del farmaco di sintesi oppure delle piante o del medicinale omeopatico o ancora di utilizzarle entrambe contemporaneamente. Così come la medicina di sintesi non è in grado di curare tutto, anche la fitoterapia e l’omeopatia presentano analoghi limiti: è dall’integrazione che si può ottenere quel sinergismo terapeutico che risulterà ottimale al paziente. 

Questo approccio terapuetico alla salute è un approccio globale: il paziente non viene trattato “a settori”, per organo malato, ma nella sua globalità. Si interviene sul  terreno del paziente cercando di riequilibrarlo, stimolandone la reattività e ottimizzando la risposta terapeutica. Agendo in questo modo posso affermare che, dal punto di vista personale, il mio bilancio è estremamente positivo per la possibilità di curare una gran parte delle patologie ambulatoriali con farmaci innocui, poco costosi, privi di effetti collaterali (omeopatia), molto graditi al paziente che  trova un medico che si interessa alla salute in senso globale e che lo considera come persona e non come organo malato. Curarsi con le piante medicinali e/ o con l’omeopatia vuol dire, inoltre, imparare ad affrontare in modo differente non solo la malattia ma anche rivedere il proprio stile di vita: non più il farmaco che da una risposta immediata ma temporanea al nostro problema ma cercare di comprendere cosa ha mutato il nostro equilibrio, agire cercando di prevenire, abbandonare i preconcetti (“mi curo solo con la medicina naturale”- “mi curo solo con la medicina ufficiale”) ed aprirsi invece ad una integrazione che alla fine non è solo terapeutica ma che coinvolgerà in senso positivo il nostro rapporto con i cosiddetti “altri”.

E’ necessario e  indispensabile quindi avvalersi di tutte le moderne acquisizioni che la ricerca ci offre, senza però farsi dominare dalla tecnica; occorre essere in grado di valutare, in base alle nostre conoscenze che devono essere sempre aggiornate e al quadro clinico da trattare, quando è il momento di adoperare l’omeopatia e la fitoterapia e quando è invece auspicabile l’impiego del singolo principio farmacologico. Oggi, purtroppo, l’uomo cerca di dominare la natura allontanandosene, invece di inserirsi in essa in maniera più razionale, cosciente ed armonica, pagandone così le conseguenze anche in termini di salute.

Dobbiamo imparare allora a saper vedere nell’armonia del piccolo l’armonia del tutto: se pensassimo, ad esempio, che quando assumiamo una pianta come medicamento assumiamo una sostanza viva, organica, sottomessa quindi a leggi proprie, ma che riflettono l’armonia del tutto, ci renderemmo conto come l’avvicinarsi al mondo delle piante medicinali venga a prediligere un discorso di equilibrio uomo-natura, in cui l’essere umano è partecipe e non elemento passivo del momento terapeutico. E’ essenziale ritrovare un nuovo rapporto di rispetto e di equilibrio fra uomo e natura, perché l’equilibrio dell’uno si rifletterà inevitabilmente su quello dell’altro in quanto entrambi facenti parte dell’insieme.

 

BIOGRAFIA

Enrica Campanini si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze. Dal 1985 svolge la libera professione come medico esperto in Fitoterapia ed Omeopatia ed è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche riguardanti l’impiego clinico delle piante medicinali. Nel 1990 ha conseguito il Diploma Universitario in Fitoterapia e Piante Medicinali presso l’Università di Montpellier (Francia). A partire dal 1989 ha collaborato con il CISDO (Centro Italiano Studi Documentazione Omeopatia) e fino al 2007 è stata responsabile della direzione didattica della Scuola Nazionale di  Fitoterapia riservati a medici e farmacisti. Ha svolto numerosi corsi e seminari presso varie sedi universitarie (Firenze, Siena, Pavia, Cagliari, Cosenza, ecc.). Fa parte del consiglio direttivo della Società Filoiatrica di Firenze che si occupa di studi e ricerche storiche in medicina. Con Ilisso Edizioni ha pubblicato Piante medicinali in Sardegna (2009).

Con la Casa Editrice Tecniche Nuove ha pubblicato i seguenti libri:

– Fitoterapia e obesità: trattamento del sovrappeso con le piante medicinali e con gemmoderivati (1994)

– Manuale pratico di Gemmoterapia (1996; 2°ed. 2005)

– Dizionario di fitoterapia e piante medicinali (1998; 2° ed. 2004; 3° ed.2012)

– Ricettario medico di Fitoterapia: formulario pratico per medici e farmacisti (2000)

– Menopausa…meno paura (2000)

Fitopediatria – Manuale pratico per medici e farmacisti (2002);

– Sovrappeso e cellulite (2005)

– Terapie complementari in geriatria (2011)

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