Tutti possono praticare yoga! Il nostro corpo non è mai un limite, a frenare e incoraggiare sono sempre mente e cuore.

Parafrasando Gusteau tutti possono fare yoga.

Spesso mi sento ripetere da aspiranti praticanti un identico repertorio di frasi: «Ma io non ho elasticità. Non arrivo a toccare le punte dei piedi. Sono rigido, bloccato, incapace…  »

Diventano sempre i miei allievi migliori.

Tendenzialmente diffido di chi sostenuto dall’ostentazione di un’innata scioltezza fisica, non mette amore e concentrazione nei movimenti.

Comprendo che lo yoga delle mode e delle numerose scuole che vantano di aver creato un nuovo stile, abbia alimentato la presunzione del voler esibire una prestazione esteticamente perfetta. Eppure yoga non è osservare il vicino di tappetino pensando: «Quanto sono più bravo di te. Guardami!». Bensì: «Dai! Forza che ce la facciamo insieme!»

Se esiste una sfida nello yoga è soltanto quella verso sé stessi e i propri limiti. Non c’è una meta da raggiungere, o un punto del corpo da arrivare a toccare, ma un viaggio verso il superamento di schemi mentali preconfezionati che bloccano gli esseri umani in una dimensione che non è naturale. Lo yoga è invece una pratica naturale, sana, bella, gioiosa. Un bimbo nella pancia della mamma assume tutte le posizioni e poi quando esce spesso resta bloccato dalla paura degli adulti. Paura della libertà dei movimenti del corpo, ma anche di quelli della mente e del cuore.

Lasciamoci andare. Riconquistiamo il diritto a essere liberi. E anche se la nostra gamba non arriverà mai ad allacciare il collo, saremo comunque dei grandi yogi se con gli occhi chiusi, guardandoci da dentro, ci scopriremo raggiungere posizioni inesplorate.

Federica Morrone

 

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