LA GIOIA DI CORRERE ! Meditare lungo la strada…

 di Federica Morrone

Le ragioni per cui si inizia a correre sono svariate: desiderio di muoversi all’aria aperta, perdere peso, allenarsi, stare insieme agli amici che già lo fanno, seguire una propensione naturale.

Ognuno ha la propria motivazione, ma il risultato è sempre lo stesso: arrivare a provare la gioia di correre.

Un obiettivo che si raggiunge con impegno e fatica; come tutte le cose belle della vita richiede dedizione. A un certo punto non esistono più pioggia, freddo o caldo eccessivi, malesseri o impedimenti; si supera tutto, il desiderio di correre regala l’energia per uscire di casa in qualunque condizione.

Imparare a essere forte mentre si corre è un allenamento che mette in equilibrio anche le sfumature più fragili; lo slancio non viene dall’intenzione di superare gli altri, ma dalla volontà di andare oltre sé stessi vivendo appieno l’esperienza.

Persino nelle competizioni si diventa generosi, esiste ovviamente la voglia di vincere, ma un vero runner non dimentica mai la condivisione ed è spontaneo il suo ripetere: «Dai, non mollare, ce la facciamo insieme!».

Questo accade anche nello yoga.

Se esiste una sfida nella corsa e nello yoga è soltanto quella verso sé stessi e i propri limiti.

Non ci sono mete esteriori da raggiungere, si intraprende semplicemente un viaggio verso il superamento di schemi mentali preconfezionati che ci imprigionano in una dimensione aliena.

Lo yoga e la corsa sono pratiche naturali, sane, belle, gioiose, che rendono liberi.

La meditazione, che è la base dello yoga, può diventare per ogni runner una risorsa eccezionale; oltre a rendere migliori le prestazioni, allontana con facilità la sensazione di fatica e aiuta a superare ulteriori limiti.

La capacità mentale di concentrarsi è insita in ciascuno di noi, non è straordinaria o misteriosa; ognuno possiede già in nuce l’attitudine a escludere i pensieri, bisogna solo imparare a metterla in pratica. Quando la mente è pienamente concentrata il tempo passa senza che ce ne accorgiamo, come se non esistesse. Per la mente focalizzata infatti il tempo non esiste!

Per conquistare lo stato di pace duratura dobbiamo prima imparare a calmare la mente, il primo passo è portare l’attenzione verso il respiro.

Prima di provare a meditare correndo, esercitiamoci a casa trovando anche solo qualche istante di tranquillità da dedicare a noi stessi. Bastano pochi minuti tutti i giorni, per accorgersi già dopo una settimana che qualcosa in noi sta cambiando, sta migliorando.

Sediamoci con le gambe incrociate, nella classica posizione facile, ponendo un cuscino o una coperta arrotolata nella parte esterna del bacino, per fare in modo che le anche siano più in alto delle ginocchia, questo rende corretta la nostra postura. In alternativa possiamo stare inginocchiati oppure seduti su una sedia tendendo i piedi ben poggiati a terra. In ognuno di questi casi è fondamentale mantenere la schiena dritta e concentrarsi sul respiro.

Impariamo a respirare in modo lungo lento e profondo sempre e solo con il naso.

La respirazione è la sorgente della nostra forza. Controlla il corpo e la mente e il bioritmo del corpo e della mente.

Una persona normale in stato di rilassamento effettua 14-16 respiri al minuto. Con lo stress la respirazione accelera, diventa più veloce. Se si presentano ansia o rabbia, i respiri diventano 32 o addirittura di più al minuto.

Quando abbiamo la capacità di controllare il respiro possiamo controllare tutto.

Secondo la scienza dello yoga l’ideale sono 8 respiri completi al minuto, così riceviamo più energia e più ossigeno. Quando respiriamo 8 volte al minuto abbiamo l’energia necessaria a far funzionare il sistema ghiandolare.

Possiamo raggiungere i 4 respiri al minuto con la pratica del pranayama, e addirittura arrivare a 1 minuto.

Rallentando la respirazione aumenta l’ossigenazione del sangue, arriva più ossigeno al cervello che inizia a funzionare meglio, quindi si amplifica la memoria, l’intelligenza, la capacità di ragionare, migliora la circolazione. Migliora anche il nutrimento del corpo. Il respiro lento conferisce calma e autocontrollo.

All’inizio potrà innervosire rallentare il respiro, anche perché non è facile come potrebbe in apparenza sembrare, richiede volontà e concentrazione, ma appena raggiunta la padronanza nel praticare agevolmente 8 cicli al minuto, ci sentiamo più rilassati, aumentiamo la nostra consapevolezza e sviluppiamo il sistema simpatico in modo sano e naturale.

Purtroppo molti tendono a stimolare questa parte del sistema nervoso autonomo che, tra le altre cose, favorisce l’attività fisica, con degli eccitanti da cui rischiano di diventare dipendenti; in questo modo inoltre rinunciano alla possibilità di attingere alla vera energia, continuando a indebolire il corpo e a stressare le surrenali.

Uno dei concetti più difficili da far comprendere agli occidentali è che l’energia si accumula attraverso il rilassamento. Infatti non è assumendo eccitanti che aumentiamo l’energia, anzi questo a lungo andare indebolisce mente e corpo (quando le surrenali sono stanche non riusciamo a riposarci). Troppi confondono l’eccitazione con l’energia diventando dipendenti da sostanze come la caffeina.

Il respiro è l’unico eccitante naturale che ci aiuta a migliorare continuamente le nostre prestazioni.

Ci accorgiamo di quanto prima respirassimo male soltanto quando cominciamo a imparare e tutto cambia. Il respiro diventa il nostro migliore alleato per eliminare le tensioni, per correggere le cattive abitudini, gli atteggiamenti fisici e mentali sbagliati. Respirare bene significa realizzare tutto meglio, dal correre, all’andare in bicicletta, al fare l’amore.

È sufficiente dunque ritagliare uno spazio quotidiano per una pratica efficace di pranayama, anche soltanto tre minuti ogni giorno, il motore del cambiamento è la consapevolezza. Non spostiamo nulla se agiamo in modo distratto, mentre essere presenti e consapevoli ci fa progredire.

Respirare in modo lungo lento e profondo con il naso, restare concentrati sul flusso dell’aria che ispiriamo ed espiriamo, essere lì, non altrove; è un ottimo allenamento.

Sono fondamentali la volontà, la determinazione, la visualizzazione, lo stare dentro quello che si sta facendo.

«Se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata[1]». Ho imparato dalle parole della volpe al Piccolo Principe l’importanza dell’appuntamento, l’attesa e il rispetto verso quello che accadrà a quella tale ora.

Ed è bello essere puntuali agli appuntamenti con sé stessi e con gli altri, aspettare qualcosa che ci piace e ci fa stare bene, conferirgli significato.

È stato provato scientificamente: i pensieri positivi portano alle cellule effetti positivi. Poiché la meditazione produce uno stato mentale positivo prolungato, ringiovanisce le cellule del corpo ed è un tonico potente.

L’energia scorre liberamente durante la meditazione ed esercita un’influenza positiva su mente, nervi, organi sensoriali e l’intero corpo, regalando calma e stabilità.

E allora addomestichiamo la nostra mente, rendiamola silenziosa, diamole un appuntamento per meditare; impariamo a scegliere i pensieri per non esserne più dominati. Scopriamo la meraviglia del vuoto.

Corriamo veloci con la mente libera!

Per dirla come Confucio: «Quando corro tutti i pensieri volano via. Superare gli altri è avere la forza, superare sé stessi è essere forti».

 

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[1] Antoine De Saint-Exupéry, Il piccolo principe, Bompiani, 1994 Milano

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